Esportare in Kazakistan nel 2026: guida pratica a dazi, certificazioni EAC e logistica
Una guida operativa per le PMI italiane che vogliono esportare in Kazakistan con metodo: codice doganale HS, dazi, IVA, certificazioni EAC, importatore locale, logistica e compliance bancaria.
Esportare in Kazakistan richiede una verifica preliminare di prodotto, documenti, certificazioni, importatore e costi di ingresso nel mercato.
Indice articolo
In sintesi
Esportare in Kazakistan nel 2026 richiede tre verifiche preliminari: corretta classificazione doganale del prodotto, controllo delle certificazioni richieste e valutazione dell’importatore kazako o del cliente locale. Senza questi passaggi, anche un prodotto interessante può bloccarsi tra documenti incompleti, costi non previsti, ritardi doganali o problemi di compliance.
Per una PMI italiana, il Kazakistan è sicuramente un mercato interessante, ma non va affrontato con un approccio improvvisato. È un Paese inserito nell’area eurasiatica, membro dell’Unione Economica Eurasiatica insieme ad Armenia, Bielorussia, Kirghizistan e Russia, con regole doganali e tecniche che richiedono attenzione specifica.
L’Unione Economica Eurasiatica permette la circolazione delle merci tra i Paesi membri secondo regole comuni e questo, per alcune categorie di prodotto, può aprire scenari commerciali più ampi rispetto al solo mercato kazako. Tuttavia, proprio per questo motivo, ogni passaggio deve essere valutato prima di spedire.
Perché il Kazakistan è un mercato da valutare con metodo?
Il Kazakistan è uno dei mercati più rilevanti dell’Asia Centrale e può offrire opportunità in diversi settori: macchinari, food processing, interior design, farmaceutico, tecnologie industriali, componentistica e prodotti Made in Italy ad alto valore percepito.
Il punto, però, è che il Kazakistan non deve essere trattato come un normale mercato “extra UE” dove inviare catalogo, listino e proforma. Prima di proporre un prodotto, l’azienda italiana deve capire se il bene è importabile, se il cliente è realmente operativo, quali costi si generano all’ingresso e quali documenti saranno necessari.
Punto chiave
Nel mercato kazako l’interesse commerciale non basta: bisogna verificare dogane, certificazioni, importatore, documentazione, costi di ingresso e sostenibilità logistica.
Quali aree verificare prima di esportare in Kazakistan?
La prima analisi deve concentrarsi sugli elementi che incidono davvero sulla fattibilità dell’operazione.
| Area da verificare | Perché è importante | Rischio se viene ignorata |
|---|---|---|
| Codice doganale HS | Determina dazi, documenti e possibili restrizioni. | Calcolo errato dei costi o blocco in dogana. |
| Certificazioni | Alcuni prodotti, per essere importati, possono necessitare di certificazioni specifiche. | Merce non sdoganabile o non vendibile. |
| Importatore locale | Gestisce pratiche, autorizzazioni, sdoganamento e relazione con le autorità locali. | Interlocutore interessato ma non operativo. |
| IVA, dazi e costi accessori | Determinano il prezzo finale del prodotto sul mercato kazako. | Posizionamento errato e margini non sostenibili. |
| Logistica | Tempi, rotte, modalità di trasporto e documenti incidono sulla marginalità. | Ritardi, extra costi e problemi nella consegna. |
| Compliance bancaria | I pagamenti internazionali richiedono documentazione chiara e controlli coerenti. | Incassi rallentati, richieste documentali o blocchi operativi. |
Quali dazi vengono applicati alle importazioni in Kazakistan?
I dazi dipendono dal codice doganale HS del prodotto. Non esiste una risposta unica valida per tutti i settori, perché la tariffa cambia in base alla classificazione merceologica, alla composizione del prodotto, alla destinazione d’uso e alle regole applicabili nell’Unione Economica Eurasiatica.
Il Kazakistan applica, in linea generale, la Tariffa Doganale Comune dell’Unione Economica Eurasiatica, salvo eccezioni previste da accordi o regole specifiche. Per questo motivo, prima di formulare un prezzo export o confermare una proforma, è opportuno verificare il codice HS con un doganalista, uno spedizioniere qualificato o un consulente esperto del mercato.
Cos’è il codice HS e perché è importante verificarlo?
Il codice HS, o Harmonized System Code, è il codice doganale che identifica il prodotto a livello internazionale. Come per altre nazioni extra UE, è il primo elemento da verificare perché da esso derivano dazi, IVA, documenti, certificazioni e possibili restrizioni.
Prima di spedire verso il Kazakistan è necessario verificare codice HS, certificazioni, documenti, dazi, logistica e capacità operativa dell’importatore locale.
Qual è l’IVA all’importazione in Kazakistan nel 2026?
Nel 2026 l’aliquota IVA ordinaria in Kazakistan è indicata al 16%, applicabile anche alle importazioni, con regole e aliquote specifiche per alcune categorie particolari. Per esempio, possono essere previste aliquote differenziate per medicinali, dispositivi medici o altre categorie regolate.
Questo dato è importante perché, insieme al dazio, ai costi di sdoganamento e trasporto e al margine del cliente locale, determinerà il costo finale del prodotto in quel mercato. Per l’azienda italiana è fondamentale conoscere questi elementi prima di definire il posizionamento e il segmento di mercato che il prodotto potrà occupare.
Quando serve la certificazione EAC?
Il marchio EAC indica che il bene rispetta i requisiti tecnici e di sicurezza previsti per la circolazione nel mercato dell’Unione Economica Eurasiatica. Non è obbligatorio per ogni prodotto, ma per alcune categorie può essere richiesto al momento dello sdoganamento, della vendita o dell’utilizzo sul territorio.
Per evitare inconvenienti onerosi alla dogana, è bene controllare questo dato sia in autonomia sia confrontandosi con il proprio importatore. In alcuni casi, l’importatore locale può verificare con il suo ufficio doganale di riferimento se il prodotto richiede certificazione, dichiarazione EAC o altra documentazione tecnica.
Chi può aiutare a verificare la necessità di certificazioni?
Per un produttore italiano che vuole esportare in Kazakistan esistono diversi canali di verifica: uno specialista del mercato, un doganalista, enti preposti al rilascio delle certificazioni, uno spedizioniere qualificato e l’importatore stesso.
Attenzione pratica
La certificazione non va verificata quando la merce è già pronta a partire. Deve essere controllata prima della trattativa definitiva, perché può incidere su tempi, costi, documentazione e reale fattibilità dell’operazione.
Vuoi valutare se il tuo prodotto può entrare in Kazakistan?
Mercati Russi Esteri può aiutarti a verificare codice doganale, documentazione, importatore locale, requisiti EAC, costi di ingresso e primi passi commerciali nel mercato kazako.
Come impostare un percorso corretto per esportare in Kazakistan?
Un percorso serio dovrebbe partire prima della spedizione. La sequenza corretta non è “trovo un cliente e spedisco”, ma “verifico prodotto, costi, documenti, importatore e sostenibilità dell’operazione”.
- Analisi del prodotto: descrizione tecnica, materiali, destinazione d’uso e possibili restrizioni.
- Classificazione HS: verifica del codice doganale con doganalista o spedizioniere qualificato.
- Controllo EAC: verifica se il prodotto rientra in regolamenti tecnici dell’Unione Economica Eurasiatica.
- Analisi del cliente: controllo dell’importatore, della sua attività e della sua capacità operativa.
- Valutazione dei costi: dazi, IVA, trasporto, sdoganamento, margini e prezzo finale.
- Preparazione documentale: fattura, packing list, certificati, schede tecniche e documenti richiesti.
- Verifica logistica: scelta della rotta, tempi di consegna, spedizioniere e condizioni di resa.
- Controllo pagamento: anticipo, saldo, compliance bancaria e documentazione a supporto.
Quali consigli pratici prima di investire?
Prima di investire in Kazakistan, una PMI italiana dovrebbe porsi alcune domande operative.
| Domanda | Perché serve |
|---|---|
| Il mio prodotto ha un codice HS verificato? | Senza codice corretto non posso stimare dazi, documenti e requisiti. |
| Serve certificazione EAC? | Senza conformità rischio blocco in dogana o impossibilità di vendita. |
| Il cliente è un vero importatore? | L’interesse commerciale non basta per completare correttamente l’import. |
| La banca può gestire il pagamento? | La compliance bancaria può rallentare o bloccare gli incassi. |
| La logistica è sostenibile? | Tempi e costi possono incidere sulla marginalità e sul prezzo finale. |
| Ho materiali in lingua adatta? | Il mercato richiede chiarezza, pragmatismo e comunicazione efficace. |
Queste domande non servono a complicare il percorso, ma a evitare errori costosi. Il momento giusto per chiarirle è prima dell’ordine, non quando la merce è già pronta per la partenza.
Approfondisci il percorso export verso Kazakistan e Asia Centrale
Per una visione strategica sul mercato kazako puoi leggere anche Esportare in Kazakhstan: opportunità, settori interessanti ed errori da evitare e Come valutare se un mercato estero è adatto alla tua azienda.
Per preparare l’azienda prima dell’ingresso nei mercati esteri, consulta Come internazionalizzare un’azienda italiana: guida pratica per PMI, Prima di esportare: cosa deve preparare un’azienda italiana e Internazionalizzazione senza improvvisare: gli errori più comuni delle aziende italiane.
Per approfondire aree vicine e interlocutori commerciali, leggi anche Asia Centrale: perché può essere un’opportunità per le aziende italiane, Mercati russofoni ed Eurasia, Uzbekistan e Made in Italy e Come trovare importatori e distributori affidabili nei mercati esteri.
Domande frequenti
Il Kazakistan fa parte dell’Unione Economica Eurasiatica?
Sì. Il Kazakistan è membro dell’Unione Economica Eurasiatica insieme ad Armenia, Bielorussia, Kirghizistan e Russia. Questo incide su tariffe doganali, circolazione delle merci e regolamenti tecnici applicabili nell’area.
La certificazione EAC è sempre obbligatoria?
No. La certificazione EAC non è sempre obbligatoria. Dipende dal prodotto, dal codice doganale e dai regolamenti tecnici applicabili. Alcuni prodotti richiedono certificato EAC, altri dichiarazione EAC, altri procedure diverse o nessuna certificazione specifica.
Perché il codice HS è così importante?
Perché dal codice HS dipendono dazi, documenti, eventuali certificazioni, restrizioni e costo finale del prodotto nel mercato di destinazione.
L’interesse di un cliente kazako basta per spedire?
No. Bisogna verificare se il cliente è realmente in grado di importare, gestire documenti, dogana, pagamenti, certificazioni e sdoganamento.
Quando vanno controllate le certificazioni?
Le certificazioni vanno controllate prima della spedizione e preferibilmente prima della conferma definitiva dell’ordine, perché possono incidere su tempi, costi e fattibilità dell’operazione.
Richiedi una consulenza
Vuoi capire se il tuo prodotto può essere esportato in Kazakistan e quali verifiche servono prima di spedire? Compila il modulo di contatto o richiedi un primo confronto per analizzare codice HS, certificazioni, importatore, logistica e documentazione.
Esportare in Kazakistan richiede metodo, non improvvisazione
Mercati Russi Esteri e Deborah Schiavo affiancano le imprese italiane nella valutazione dei mercati eurasiatici, nello scouting B2B, nell’analisi degli interlocutori locali e nella costruzione di un percorso export più sicuro, concreto e sostenibile.

2 commenti su “Esportare in Kazakistan nel 2026: guida pratica a dazi, certificazioni EAC e logistica”